Bella presentazione, mi dispiace per chi non è potuto venire, anche perché la qualità della discussione avrebbe meritato un po’ più di pubblico.
Dei nostri c’erano Pirofila (io), Cristiana, Silvia e Daria (che correva dietro a Saverio), comunque una rappresentanza non certo trascurabile.
26/01/2012 MelBook Store di Piazza Insurrezione a Padova.
Elena Stancanelli ha presentato “Un uomo giusto”, di Einaudi, a fare il padrone di casa Marco Franzoso.
Il romanzo narra la storia di Davide, raccontata da Anna.
Davide è un quarantenne, meccanico, terza media, dislessico, Anna una donna decisamente più sofisticata, architetto, due vite agli antipodi. Tranquilli, non è la storia di un amore impossibile.
Anna scopre quasi subito che Davide soffre di dislessia, Davide ignorava l’esistenza di questo disturbo, che per lui andava ben oltre la difficoltà di esprimersi, aveva a che vedere con la percezione delle cose, destra, sinistra, passato, presente. Per questo l’autrice all’inizio fa raccontare Davide da Anna.
“Ogni scrittore è dislessico” dice la Stancanelli, cerca di trascrivere la molteplicità di ciò che ha attorno, e le parole spesso sono manchevoli, mette insieme le sue percezioni cercandone una sintesi, così la scrittrice per quanto chiaramente mette i panni della protagonista Anna probabilmente si immedesima molto nelle difficoltà di comunicazione di Davide. E’ la sua parte più profonda forse che interpreta proprio lui.
Lo spunto viene dalla vita reale, una persona conosciuta da Elena ed ascoltata per due pomeriggi. All’inizio si trattava di un personaggio fatto e finito senza una storia e una forte esigenza di raccontare, la si percepisce anche ad ascoltarla questa voglia di raccontare (anche perché il libro lo devo ancora leggere).
Si accenna durante la discussione ad una crisi dei racconti, non ci sono più le persone che raccontano, e quelle capaci di ascoltare (o leggere), un libro molto meditato insomma, diversi anni a mettere insieme non facili scelte stilistiche con una storia che non renda queste un semplice esercizio di narcisismo, lo comincerò quanto prima, sono curioso di vedere se c’è riuscita.
A fine presentazione qualche domanda (due) e poi via in osteria, la combriccola Lanternata si arricchisce, arrivano Livia, Francesca (Breda), Stefania, naturalmente con noi ci sono Elena Stancanelli, Marco Franzoso, Daria, Luca, Saverio, più un altro paio di persone che non ricordo come si chiamino (spero mi perdoneranno). Purtroppo Cristiana e Silvia sono dovute andar via prima.
Una serata piacevole, che non starò a documentare in quanto mi sono un po’ rilassato pure io, ho bevuto qualche bicchierino, mi sono preso una zuppa di porri e patate, una fetta di torta ai mirtilli, caffè (qualcuno crede che possa dimagrire anche solo di un etto ?).
Comunque siamo riusciti a parlare ancora un po’ del libro, l’autrice ci ha spiegato la scelta della foto, che a me in realtà era sembrata piuttosto anonima, ma forse poi ho capito il perché. Ha cercato un immaginario erotico, maschile ed eterosessuale, lamentava la scomparsa di immagini erotiche maschili che non fossero fondamentalmente effemminate, forse ha ragione, forse non ci avevo mai pensato.
Penso che potrò parlarne in maniera più precisa una volta che l’avrò finito, di certo posso dirvi che la compagnia è stata molto piacevole, mi è piaciuto questo “salotto letterario”, la naturalezza con la quale si è spaziato tra gli argomenti più disparati.
A proposito : il 18 Febbraio alle 18:00, sempre al MelBooks Store, sempre a Piazza Insurrezione (Padova), Marco Franzoso presenterà il suo “Il bambino indaco”. Magari la prossima riusciamo ad essere un po’ di più.
PS
Finitela di farmi complimenti altrimenti i verbali ve li fate da sole.
Grazie del verbale, Pirò!
Bello! …Anzi no (visto che di scriverlo io non ho nessuna ma nessuna intenzione) bruttino, tristotto, scarnetto … dai che con il prossimo puoi fare di meglio !
Reblogged this on di parole e di scrittura.
Allora…non bisogna fare troppi complimenti…però posso almeno dire che la tua riflessione sul fatto che sia ” un libro molto meditato insomma, diversi anni a mettere insieme non facili scelte stilistiche con una storia che non renda queste un semplice esercizio di narcisismo”, mi è piaciuta molto, l’ho trovata sopraffina, sarei anch’io curiosa di vedere se c’è riuscita…la curiosità mi nasce dalla lettura, che è stata fatta durante la presentazione, di quel pezzo sul motore a scoppio…vabbè è un discorso un po’ lungo, magari lo continuerò quando ci si vede.
Grazie del verbale, sempre ben riuscito!
Silvia
Ma non vedo l’erotismo o l’eterosessualità della foto di copertina, pur molto bella…voi?
Silvia
Bè Pirò beccati qs grazie, con il tuo post ho potuto almeno in parte godere anch’io della presentazione
La copertina in effetti rispecchia un immaginario erotico maschile (mio di sicuro): maschio alto con due belle spalle, capelli scuri, abiti casual… Me lo immagino con occhi chiari e barba incolta. L’autrice ha colto il segno direi!
ci, aggiungerei anche un bel culo e un bel passo, mi immagino un uomo bello, molto uomo senza essere macho.
Non si può dire che il verbale è ottimo (quasi meglio della torta ai mirtilli), quindi non lo dico. Non l’ho detto eh! Avete sentito qualcosa voi? No. Ecco, appunto.
Si potrà dire “Bella serata, anche se tutti quelli che non c’erano mi sono mancati un sacco”? Tanto lo dico lo stesso.
Si potrà dire che facendo i verbali si perde un chilo, senza che Pirò usi questa balla contro di noi per incastrarci?
Speriamo.
Baci a tutti
PS: a quando la prossima riunione lanternata?
PPS: grazie del verbale Pirò! Mi sono rifatta della “metà mancante”.
De gustibus…ad ogni modo non discuto l’eterosessualità presunta, ma le spalle sembrano un po’ troppo appesantite da pensieri e problemi per aver voglia di “amare”….
Silvia